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She's leaving home: analisi del testo semiseria

  • Immagine del redattore: chiaramarino097
    chiaramarino097
  • 18 gen
  • Tempo di lettura: 5 min

Tempo fa ho riascoltato per caso She’s leaving home dei Beatles. Mi è capitato di farlo per lavoro: in un romanzo di prossima uscita presso un editore con cui collaboro, la protagonista girava per le strade di Londra e sentiva provenire questo brano da un negozio. Due versi, i primi due versi, domesticissimi, hanno scatenato in me la voglia di andare a guardare cosa succede nelle case degli altri. La scena mi si è disegnata in maniera talmente chiara nella testa che ho cominciato a ricamarci su, provando a riempire gli spazi tra i versi. Dei quali, peraltro, mi sono divertita a inseguire per la prima volta la fitta trama sonora che accompagna l'immagine di una ragazza che scende le scale di casa sua, all’alba, mentre i genitori dormono, apre la porta e semplicemente va.

Wednesday morning at five o'clock, as the day begins.

Mercoledì. Forse è nei giorni che stanno a metà della settimana che sentiamo concentrarsi la paura dell'anonimato, della banalità; non per niente Jón Kalman Stefánsson ha fissato nell'immaginario – certamente nel mio – quei "banali martedì" che non sembrano adatti a ospitare eventi degni di rilievo: lontani dall'arroganza del lunedì e dalla singolarità del fine settimana, come anche dalle promesse del venerdì. Qui tutto accade di mercoledì, in un giorno lavorativo come un altro: wednesday, la prima parola del testo, traccia il perimetro di un'eccezionalità che irrompe nei giorni uguali, e non sembra casuale.


At five o'clock: Lennon e McCartney stanno solo sottolineando che la ragazza preferisce andarsene sfruttando la luce incerta, il fatto che i suoi genitori dormano ancora? Quel as the day begins mi ha sempre fatto venire in mente che il giorno comincia così presto solo nelle case dei proletari. Chissà in che casa ci troviamo.


Silently closing

Le s e le n richiamano il fruscio sommesso, l'aria spostata da chi si muove piano, e quegli scalini di suono, tl e cl, ricordano lo scatto ovattato di una porta che si chiude.


her bedroom door,

Queste r morbide rimangono invece nella camera da letto della ragazza – magari la stanza che custodisce i suoi dolci (?) ricordi d'infanzia.


Leaving the note that she hoped would say more,

La nota è reticente, la ragazza esprime una speranza frustrata chissà da cosa ( i genitori le manderebbero in aria i piani? Le pianterebbero una scenata da tragedia greca prima di fare i conti con la propria coscienza?) di raccontare il suo gesto, e affida al biglietto ogni responsabilità, ogni eventuale iniziativa.


She goes downstairs to the kitchen clutching her handkerchief. Quietly turning the backdoor key, Stepping outside, she is free.

Ch-ch-ch: acciottolio di rumori domestici. Una seconda porta si chiude, ma questa volta vediamo solo la chiave girare. Basta oltrepassarla – ossia compiere un gesto che pure la ragazza avrà fatto innumerevoli volte – per essere libera. Non sarà libera, lo è da subito, i suoni sono quelli di un uccellino che vola via dalla gabbia.


She (We gave her most of our lives.) Is leaving (Sacrificed most of our lives.) Home (We gave her ev'rything money could buy.) She's leaving home after living alone (Byebye) for so many years.

Onestamente: brutto quel sacrificed piazzato lì subito, non appena i genitori prendono la parola. Se lo si intende come un sacrificio e ci aspettiamo gratitudine, spoiler: possiamo non fare figli. Nessuno ci obbliga, a parte il sistema pensionistico. Inoltre quel most of sa quasi di risparmio, a dirla tutta – e infatti il denaro non tarderà a comparire in questa storia.


Father snores as his wife gets into her dressing gown.

Father snores: mi sa di biglietto da visita. Russa nel sonno pesante dei giusti. O degli stupidi. O di chi lavora tanto. La moglie si alza prima di lui per disperazione, per non sentirlo russare? In ogni caso, mi piacciono le lingue in cui siamo noi a "entrare nei vestiti".


Picks up the letter that's lying there,

Immagino occhi assonnati che si sforzano di mettere a fuoco la lettera, la quale is lying there, quasi abbandonata, forse priva della reale capacità di dire qualcosa. Lo sapevamo già: custodiva solo un desiderio di dire, non il tentativo concreto di farlo.


Standing alone at the top of the stairs,

Le scale sono fatte per essere percorse, nessuno vi sta mai fermo in cima e, se lo fa, è qualcosa di memorabile: Rose in Titanic, o Gretta ne I morti.


She breaks down and cries to her husband, Daddy, our baby's gone. Why would she treat us so thoughtlessly? How could she do this to me?

Mi è sempre sembrato troppo subitaneo questo pianto, anche se in realtà non sappiamo quanto tempo la madre abbia trascorso alone in cima alle scale. Il marito – daddy, our baby – è subito ricondotto al ruolo di padre. Lo scarto treat us / do this to me, nel giro di un verso, mi dà molto da pensare. Questa madre è una di quelle che si mettono sempre in prima fila, che si sentono crocifisse dal mondo intero, oppure quel primo plurale (treat us) era solo una squisita cortesia per fare sentire coinvolto un marito che non si è mai occupato della figlia più di tanto?


She (We never thought of ourselves.) Is leaving (Never a thought for ourselves.) Home (We've struggled hard all our lives to get by)

Quindi è vero che siete proletari? Siete costretti a sudarvi ogni centesimo o vi autocommiserate solo perché non potete permettervi, che so, una casa con piscina?


She's leaving home after living alone (Byebye) for so many years.

AH-AAAAH: eccola là, living alone. Questa volta, dopo la cascata lamentosa del coro parentale, arriva uno schiaffo: la prima ammissione di colpa emerge dall'inconscio di questi genitori affranti. A casa mia si dice "quannu a Sant'Aita sa rubbanu, ci misunu 'a potta i ferru", che è un modo come un altro per ricordare che spesso ci svegliamo troppo tardi dal nostro indulgente autocompiacimento.


Friday morning at nine o'clock, she is far away.

Ci siamo, è un orario "normale", finalmente, ed è il giorno in cui si mantengono le promesse. Sono passati solo due giorni? E, se sì, cosa avrà fatto la ragazza di giovedì? Che bisogno c'era di andarsene due giorni prima? Se alle 5 del mattino tuo padre russa, probabimente lo farà tutte le mattine, anche quelle del venerdì. Non lo sapremo.


Waiting to keep the appointment she made,

Questa costruzione mi sembra porre she in evidenza, la sua agency: non è stata invitata, mi sa, non ha raccolto una proposta, she made it.


Meeting a man from the motor trade.

Singolare qualificare un uomo solo tramite la professione che svolge. Cosa vuole suggerirci il verso? Che il paziente dell'appuntamento è una sorta di ribelle? Che è un traffichino? Che non è affidabile? Oppure che è uno che ha un lavoro, uno che si dà da fare? Quel motor rombante inquieta ogni "buon padre" e "buona madre" di famiglia, qualunque cosa indichino queste espressioni.


She (What did we do that was wrong?) Is having (We didn't know it was wrong.) Fun (Fun is the one thing that money can't buy.)

Così alla fine la ragazza si sta solo divertendo, mica voleva la luna. Il che, a dire la verità, da una parte è quasi deludente, dopo questa fuga eroica. Dall'altra, rivela d'improvviso tutta l'orrenda ottusità dei suoi genitori.


Something inside that was always denied (Byebye) for so many years. She's leaving home. (Byebye.)

Quindi non eravate proprio due santarellini, miei cari mamma e papà. La sensazione è che, a frequentarvi ancora un po', la darei volentieri io qualche risposta alle vostre piagnucolose domande. Vabbè, per fortuna era il 1967: di lì a poco le avrebbero cantate per bene a tutti i genitori del mondo.



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